#iopagoifornitori diventa virale: onorare gli impegni presi è la vera spinta per risollevare il Paese

Durante la crisi provocata dall’emergenza sanitaria in corso sempre più spesso si sente parlare di realtà che decidono deliberatamente di non pagare i fornitori.

Un atteggiamento ben lontano dal senso civico, culturale e imprenditoriale che dovrebbe motivare tutti a essere più uniti e solidali in questo momento di difficoltà: ogni piccolo insoluto rappresenta una ferita in un tessuto sociale ed economico già messo a dura prova.

Alla luce di queste riflessioni, da un’intuizione di Alfredo Rabaiotti di Becom è nato su LinkedIn l’hashtag #iopagoifornitori, per dimostrare che gli imprenditori italiani vogliono e possono onorare gli impegni presi per aiutare il Paese a risollevarsi dalla depressione.

In pochissimo tempo il post ha ottenuto più di 50.000 visualizzazioni, centinaia di interazioni e condivisioni: un riscontro eccezionale che testimonia l’estrema sensibilità delle imprese e dei professionisti a questo argomento e l’urgenza di fare qualcosa per cambiare la situazione.

Anche il Bresciaoggi e il Giornale di Brescia (vedi articoli in allegato) hanno parlato di questo neonato movimento che sta scuotendo il mondo degli imprenditori, portando ad esempio il caso virtuoso della Colosio Presse di Botticino che ha deciso di anticipare i tempi di pagamento ai fornitori.

Un’iniziativa che non si fermerà a un semplice hashtag: Alfredo Rabaiotti sta sviluppando una rete di imprenditori lungimiranti ed esponenti delle istituzioni per promuovere un futuro di correttezza e trasparenza, anche attraverso la definizione di un codice etico che permetta di riconoscere le imprese che meritano di far parte del patrimonio italiano e di essere valorizzate come eccellenze.